Papa San Gregorio VII
Papa San Gregorio VII, nato Ildebrando intorno al 1015 in Toscana, in Italia, divenne la forza motrice del grande movimento di riforma della Chiesa nell'XI secolo, dapprima come consigliere fidato di diversi papi e poi, dal 1073, come papa egli stesso. Diede il proprio nome alla "Riforma gregoriana", un vasto sforzo di purificare la Chiesa dalla corruzione dell'epoca, in primo luogo la compravendita delle cariche ecclesiastiche, il matrimonio e il concubinato del clero, e il dominio della Chiesa da parte dei sovrani laici.
La sua insistenza affinché vescovi e abati fossero investiti dalla Chiesa e non dai principi secolari lo trascinò in una titanica lotta per le investiture con l'imperatore Enrico IV. In un celebre episodio, Gregorio scomunicò l'imperatore, che fu costretto a implorare l'assoluzione rimanendo a piedi nudi nella neve a Canossa nel 1077; ma il conflitto riprese, ed Enrico in seguito scacciò Gregorio da Roma. Morì in esilio a Salerno il 25 maggio 1085, dichiarando: "Ho amato la giustizia e odiato l'iniquità; perciò muoio in esilio." Fu canonizzato e la sua memoria si celebra il 25 maggio.
Frasi scelte
“Dio non misura il successo come lo misura il mondo; il servo che è fedele fino all'esilio ha già conquistato l'unica vittoria che dura per sempre.”
“Meglio essere afflitti per la giustizia che prosperare nel compromesso; la pace comprata cedendo la verità non è affatto pace.”
“La croce dell'esilio è più leggera delle catene di una coscienza colpevole; preferisco perdere tutto piuttosto che tradire ciò che Dio mi ha affidato.”
Crucis