Sant'Andrea Avellino
Sant'Andrea Avellino (1521 – 10 novembre 1608) nacque con il nome di Lancellotto Avellino a Castronuovo, nell'Italia meridionale, e intraprese dapprima la carriera di diritto canonico, lavorando come avvocato ecclesiastico. Un episodio di coscienza — quando si sorprese a dire una piccola menzogna in difesa di un cliente — lo distolse decisamente dalla professione forense per volgerlo a una vita interamente donata a Dio, ed egli entrò tra i Chierici Regolari Teatini, prendendo il nome di Andrea.
Divenne un rinomato riformatore di case religiose, superiore di comunità teatine a Napoli e altrove, e un instancabile predicatore, confessore e direttore spirituale, adoperandosi per il rinnovamento del clero e la salvezza delle anime nello spirito della Riforma cattolica. San Carlo Borromeo ne cercò l'aiuto per la riforma della Chiesa a Milano. Morì nel 1608, colpito da malore mentre si accingeva a celebrare la Messa, e fu canonizzato nel 1712; a causa del modo della sua morte è invocato come patrono contro la morte improvvisa e non preparata e contro l'apoplessia.
Crucis