Sant'Aristide di Atene
Sant'Aristide di Atene fu un filosofo cristiano dei primi anni del II secolo, uno dei primissimi apologisti che si proposero di difendere e raccomandare la fede al mondo pagano servendosi degli strumenti della cultura greca. Indirizzò la sua Apologia all'imperatore romano, molto probabilmente Adriano o Antonino Pio, intorno agli anni 125-140, perorando la causa dei cristiani contro la calunnia e la persecuzione.
Rimasta a lungo nota solo di nome, la sua Apologia fu recuperata in modo sorprendente in epoca moderna, dapprima in un frammento armeno e poi, nel 1889, quasi per intero in una versione siriaca, con alcune parti ritrovate anche inserite in un'opera greca più tarda. In essa Aristide passa in rassegna i vari popoli e le loro concezioni di Dio, sostenendo che i cristiani soli possiedono la vera conoscenza dell'unico Creatore e, soprattutto, che il loro modo di vivere, segnato dall'amore, dalla purezza, dalla cura dei poveri e dal senso del sacro, offre prova vivente della verità della loro fede. È venerato come santo, e la sua memoria si celebra il 31 agosto.
Frasi scelte
“Il vero culto di Dio è una vita pura e un cuore che non fa male a nessuno.”
“Guarda come i cristiani si amano gli uni gli altri: non respingono nessuno straniero, e chiamano fratelli i poveri.”
“Chi ha dà a chi non ha, senza rammarico; questa è la via di coloro che seguono il Signore.”
Crucis