Santi e autori

Sant'Ennodio

Sant'Ennodio nacque con il nome di Magno Felice Ennodio nel 473 o 474, da una famiglia gallo-romana, e dopo una giovinezza mondana trascorsa in Italia abbracciò il servizio della Chiesa, divenendo diacono a Milano e infine vescovo di Pavia verso il 514. Apparteneva alla colta aristocrazia cristiana dell'Italia ostrogota, quando le lettere romane fiorivano ancora sotto i re barbari, e fu tra i più notevoli scrittori latini di quel mondo tardoantico.

Raffinato retore, poeta ed epistolografo nello stile ornato del suo tempo, lasciò un'opera vasta e variegata: panegirici, poesie, modelli di discorsi, vite di santi e, soprattutto, un grande epistolario che getta luce preziosa sulla società e sulla Chiesa della sua epoca. È ricordato anche per aver scritto in difesa dell'autorità del papa durante un sinodo romano, e fu in seguito inviato in missione pontificia a Costantinopoli nel tentativo di sanare lo scisma tra le Chiese d'Oriente e d'Occidente. Morì nel 521 ed è venerato come santo; la sua memoria cade il 17 luglio.

Frasi scelte

“La corona della sapienza è l'umiltà, poiché il dotto che non si china resta stolto davanti a Dio.”
— Sant'Ennodio
“Gli onori di questo mondo svaniscono come nebbia del mattino; cerca la gloria che gli anni non possono offuscare.”
— Sant'Ennodio
“La fortuna innalza e abbatte, ma l'anima ancorata in Dio attraversa ogni tempesta senza vacillare.”
— Sant'Ennodio