Sant'Uberto
Sant'Uberto nacque verso il 656, da nobile famiglia franca, e visse dapprima come cortigiano dedito ai piaceri mondani, soprattutto alla caccia. La sua conversione, secondo una leggenda più tarda e cara alla devozione, avvenne mentre cacciava di Venerdì Santo, quando un cervo si voltò verso di lui recando tra le corna un crocifisso splendente, e una voce lo chiamò a rivolgere la propria vita a Dio; i racconti più antichi non contengono questa storia, presa in prestito dalla leggenda di Sant'Eustachio, ma la sua autentica conversione lo condusse ad abbracciare la Chiesa.
Divenuto discepolo di San Lamberto, cui succedette come vescovo, Uberto si adoperò con zelo per evangelizzare i pagani della foresta delle Ardenne ed è onorato come primo vescovo di Liegi, sede alla quale trasferì la cattedra episcopale. Morì il 30 maggio 727. A motivo della leggenda del cervo, divenne il celebre patrono dei cacciatori, dei forestali e dei boschi, ed è stato a lungo invocato contro la rabbia. È celebrato il 3 novembre.
Frasi scelte
“Quando scorgi la Croce nel creato, distogli il cuore dalla caccia del mondo per volgerlo alla ricerca di Dio.”
“L'anima che va a caccia di Dio scoprirà che Dio la stava cercando da sempre.”
“La conversione può giungere in un solo istante al cuore disposto a volgersi a Dio.”
Crucis