Santi e autori

San Leandro di Siviglia

San Leandro di Siviglia nacque verso il 534 a Cartagena, in Spagna, in una famiglia straordinaria che diede alla Chiesa diversi santi, essendo fratello maggiore di Sant'Isidoro di Siviglia, San Fulgenzio e Santa Fiorentina. Divenne monaco e poi, verso il 579, vescovo di Siviglia, elevandosi a essere il più autorevole uomo di Chiesa del regno visigoto di Spagna, allora diviso tra i suoi sovrani ariani e i suoi sudditi cattolici.

Leandro si dedicò soprattutto a condurre i Visigoti dall'eresia ariana, che negava la vera divinità di Cristo, alla fede cattolica. Strinse amicizia con Papa San Gregorio Magno e lo influenzò durante un soggiorno a Costantinopoli e, attraverso il suo paziente lavoro, convertì il principe visigoto Sant'Ermenegildo e in seguito il re Recaredo, cosicché al Terzo Concilio di Toledo, nel 589, presieduto dallo stesso Leandro, l'intera nazione visigota rinunciò all'arianesimo e abbracciò la fede cattolica, un momento di svolta nella storia della Spagna. Compose anche una regola per le monache e riformò la liturgia spagnola. Morì verso il 600 ed è venerato come santo; la sua memoria si celebra il 13 marzo.