Santi e autori

San Mosè l'Etiope

San Mosè l'Etiope nacque intorno al 330 e morì verso il 405 in Egitto. Di origine africana, fu dapprima schiavo domestico; congedato per furto, divenne il capo di una violenta banda di briganti, tristemente noti e temuti in tutta la regione. Fuggendo un giorno dalle autorità, trovò rifugio tra i monaci del deserto di Scete, e la loro pace e santità gli trafissero a tal punto la coscienza che abbandonò la vecchia vita e cercò di farsi egli stesso monaco.

La sua conversione fu radicale e duratura. Lottando con tutte le forze contro il proprio passato violento e contro tentazioni feroci, crebbe sotto la guida dei padri del deserto fino a diventare un uomo di profonda umiltà e mitezza, celebre per essersi rifiutato di giudicare gli altri: 'i miei peccati sono dietro di me, e io non li vedo', disse, portando un cesto di sabbia che perdeva. Ordinato sacerdote, visse fino a tarda età, venerato per la sua sapienza, e quando predoni berberi assalirono il suo monastero scelse di non opporre resistenza, morendo martire. È onorato tra i grandi Padri del deserto e come patrono della nonviolenza e dell'Africa.

Frasi scelte

“Se non riesci a perdonare tuo fratello, non hai ancora compreso quanto tu stesso sia stato perdonato.”
— San Mosè l'Etiope
“Siedi nella tua cella, e la tua cella ti insegnerà ogni cosa; fuggi le distrazioni e troverai Dio.”
— San Mosè l'Etiope
“La quiete e il silenzio sono la fucina in cui il cuore selvaggio viene reso mite.”
— San Mosè l'Etiope