Santi e autori

San Venanzio Fortunato

San Venanzio Fortunato nacque verso il 530 presso Treviso, nell'Italia settentrionale, e si formò a Ravenna nelle lettere classiche del suo tempo. Verso il 565 si recò in Gallia, dove si stabilì e si affermò come il maggiore poeta latino della sua epoca, legandosi in particolare al monastero di Poitiers fondato dall'ex regina Santa Radegonda, per la quale e per la cui comunità compose gran parte dei suoi versi. Verso la fine della vita fu nominato vescovo di Poitiers.

È ricordato soprattutto per due maestosi inni in onore della Santa Croce, composti verso il 569 in occasione dell'arrivo a Poitiers di una reliquia della Vera Croce: il Vexilla Regis, "Avanzano i vessilli del Re", e il Pange Lingua Gloriosi, "Canta, o lingua, la gloriosa battaglia", che restano tesori della liturgia della Chiesa, cantati specialmente nel tempo della Passione e nelle feste della Croce. Le sue eleganti poesie e i suoi inni fanno da ponte tra il mondo classico e quello medievale. Morì verso il 600 o il 609 ed è venerato come santo; la sua memoria cade il 14 dicembre.

Frasi scelte

“Le insegne regali avanzano; la Croce risplende di mistico fulgore, là dove la Vita, deposta nella morte, ci restituì la vita.”
— San Venanzio Fortunato
“Sulla Croce il Re regnò da un albero; ecco il trono dell'amore, dove la morte fu messa a morte.”
— San Venanzio Fortunato
“Canta, o mia lingua, la gloriosa battaglia; la Croce ha riportato la vittoria, e il suo trofeo è la nostra salvezza.”
— San Venanzio Fortunato